Le allergie da contatto e il nuovo regolamento cosmetici 1545/2023

L’allergia da contatto è una reazione infiammatoria della pelle che si manifesta quando l’organismo entra in contatto con determinate sostanze sensibilizzanti. Si tratta di una risposta del sistema immunitario che riconosce erroneamente alcune molecole come pericolose e innesca un processo infiammatorio. A livello cutaneo, questa condizione si presenta sotto forma di dermatite allergica da contatto (DAC), con sintomi variabili in intensità e localizzazione come rossore, prurito, secchezza, vescicole o desquamazione. È una patologia sempre più diffusa a causa della molteplicità di ingredienti presenti nei prodotti.

Le aziende produttrici di cosmetici devono eseguire test preventivi allo scopo di garantire la sicurezza del consumatore. Tramite strumenti tecnologici quali lo spettrometro di massa e la gascromatografia è possibile eseguire una corretta rilevazione degli allergeni.

1. Quali sono le sostanze che possono causare irritazioni da contatto?

Le sostanze più frequentemente associate all’allergia da contatto sono:

  1. metalli come nichel, cobalto e cromo,
  2. conservanti come parabeni, formaldeide e isotiazolinoni,
  3. fragranze sintetiche e oli essenziali naturali,
  4. coloranti, tensioattivi e ingredienti di sintesi,
  5. componenti delle resine e degli adesivi nei cosmetici semipermanenti.

L’allergia da contatto si sviluppa nel tempo, spesso dopo esposizioni ripetute e può insorgere anche dopo anni di utilizzo di un prodotto.

2. Come capire se un cosmetico fa allergia?

L’industria cosmetica impiega centinaia di sostanze diverse nelle formulazioni, con lo scopo di ottenere risultati funzionali, texture gradevoli e profumazioni attrattive. Tuttavia, l’utilizzo combinato di molti ingredienti può aumentare il rischio di sensibilizzazione cutanea e determinare lo sviluppo di allergie. I soggetti predisposti possono manifestare reazioni anche a basse concentrazioni di allergeni, soprattutto nelle aree più sensibili del corpo come viso, palpebre, collo o mani. I sintomi più comuni legati all’allergia da contatto provocata da prodotti cosmetici comprendono:

  • arrossamento persistente e prurito intenso,
  • comparsa di chiazze squamose o vescicole,
  • gonfiore localizzato o generale,
  • sensazione di calore, bruciore o dolore al tatto,
  • peggioramento progressivo con l’uso continuato del prodotto.

In presenza di questi segnali, è fondamentale interrompere immediatamente l’uso del cosmetico sospetto. Per capire con certezza se un cosmetico causa allergia, si possono eseguire test cutanei specifici (patch test) oppure analisi strumentali di laboratorio. Una buona pratica è testare sempre i nuovi prodotti su una piccola area della pelle e prediligere formule prive di profumazioni o coloranti, soprattutto se si ha la pelle sensibile.

3. Quanto dura una reazione allergica da contatto?

Le reazioni allergiche causate da cosmetici possono presentarsi con quadri clinici diversi, a seconda della gravità dell’allergia da contatto e della sensibilità individuale. In genere, una reazione cutanea può iniziare entro 12-48 ore dal contatto con l’allergene e durare anche per due settimane, se non trattata. I sintomi iniziali possono essere lievi ma in caso di esposizione ripetuta o estesa si aggravano e compromettono la qualità della vita della persona. Un’attenzione particolare deve essere riservata alle reazioni allergiche che coinvolgono l’area oculare, poiché gli occhi sono estremamente sensibili agli ingredienti contenuti nei cosmetici. Sebbene reazioni come prurito, arrossamento e infiammazione della congiuntiva siano generalmente reversibili, i sintomi impiegano fino a tre settimane per regredire spontaneamente. La prevenzione dell’irritazione oculare è essenziale, soprattutto nei cosmetici destinati al contorno occhi, al trucco o alla detersione del viso e deve essere affrontata già in fase di sviluppo formulativo attraverso rigorosi test di sicurezza.

Quali tipologie di reazioni avverse può avere un cosmetico?

Le più comuni comprendono:

  • dermatite allergica da contatto (DAC), già menzionata, causata da una risposta immunitaria verso un allergene specifico;
  • dermatite irritativa da contatto (DIC), provocata da una sostanza aggressiva ma non allergizzante;
  • orticaria da contatto, reazione rapida con pomfi e prurito;
  • fotosensibilità, reazione cutanea dopo l’esposizione alla luce solare in presenza di sostanze fotosensibilizzanti.

Per limitare il rischio, le imprese devono adottare strategie preventive basate su analisi approfondite delle materie prime, valutazione del rischio allergenico ed etichettatura completa degli ingredienti. È altrettanto importante informare il consumatore finale, garantendo trasparenza e tracciabilità su tutta la filiera produttiva.

4. Allergeni nei cosmetici e Regolamento 2023/1545

La Commissione Europea ha approvato il Regolamento 2023/1545, aggiornando significativamente le norme relative alla presenza di allergeni nei cosmetici. Questo intervento normativo nasce in risposta all’aumento dei casi di allergia da contatto in Europa e si traduce in un ampliamento degli obblighi di etichettatura. Le aziende del settore cosmetico sono ora tenute a dichiarare in etichetta un numero molto maggiore di allergeni. Si è passati dai 26 previsti in precedenza a oltre 80 sostanze, incluse molecole aromatiche naturali o sintetiche. Uno dei principali cambiamenti introdotti riguarda l’obbligo di indicare in etichetta gli allergeni anche se presenti in concentrazioni minime. Le etichette devono riportare indicazioni leggibili e comprensibili per il consumatore. È richiesto l’adeguamento del Product Information File (PIF) e della documentazione CPSR (Cosmetic Product Safety Report).

L’impegno richiesto ai produttori nell’esecuzione di test e nell’etichettatura allergeni

Questo nuovo scenario richiede un importante impegno da parte dei produttori, che devono effettuare analisi più approfondite e dimostrare la conformità del prodotto in tutte le sue fasi. HBJ Group supporta le aziende nell’adeguamento alla normativa aggiornata. Forniamo servizi di consulenza, controllo qualità ed etichettatura allergeni, riducendo il rischio di non conformità e tutelando la reputazione del brand.

5. Gascromatografia e spettrometria di massa ad alta risoluzione

La rilevazione degli allergeni nei cosmetici non può basarsi su semplici analisi qualitative ed è necessario ricorrere a strumenti scientifici ad alta precisione. HBJ Group impiega un una tecnica analitica ibrida GC-MS che combina gascromatografia e spettrometro di massa, tecnologie che consentono di identificare e quantificare con grande sensibilità le sostanze potenzialmente allergeniche. La gascromatografia permette di separare i composti volatili presenti nel campione. La spettrometria di massa ad alta risoluzione invece fornisce l’identificazione strutturale delle molecole analizzate e anche di sostanze in tracce, grazie alla sua elevata sensibilità e specificità. Inoltre quest’ultima vanta la compatibilità con un’ampia gamma di matrici cosmetiche, la rapidità nell’analisi e l’affidabilità dei risultati. L’accoppiamento dei due esami rappresenta oggi una delle tecniche più efficaci per il controllo dei contaminanti e degli allergeni nei cosmetici. Queste tecniche analitiche sono integrate con challenge test, patch test e altri protocolli dermatologici per offrire un quadro completo sulla sicurezza del prodotto. Con un approccio orientato alla qualità e alla conformità normativa, HBJ Group rappresenta un partner strategico per le aziende che intendono distinguersi nel mercato cosmetico europeo ed evitare criticità legate all’allergia da contatto.